Deleuze e letteratura

Qui non abbiamo più segreti, non abbiamo più niente da nascondere. Siamo noi ad essere diventati un segreto, siamo noi che siamo nascosti, anche se tutto quel che facciamo avviene in pieno giorno e sotto una cruda luce.
Lawrence aveva denunciato quel che gli sembrava attraversare tutta la letteratura francese: la mania dello «sporco piccolo segreto»: personaggi e autori hanno sempre un piccolo segreto che alimenta la mania di interpretare. Bisogna sempre che ci sia qualcosa che ne richiami un’altra, che ci faccia pensare a un’altra cosa. II grande segreto si da quando uno non ha più niente da nascondere e nessuno allora lo può più afferrare.
Da ogni parte il segreto, e niente da dire.
Da quando è stato inventato il «significante», le cose non si sono più aggiustate. Il linguaggio, invece di venire interpretato, si è messo lui a interpretare noi e a interpretarsi da se stesso.
Significanza e interpretosi sono le due malattie della terra, la coppia del despota e del prete. Il significante è sempre il piccolo segreto che non ha mai smesso di ruotare attorno al mamma-papà. (Gilles Deleuze)